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Stoker (P. Chan-wook, Usa, 2013)

Posted by Ilaria Pasqua on July 5, 2013 at 6:05 PM

"Proprio come un fiore non sceglie il suo colore, noi non siamo responsabili di ciò che diventiamo. Solo dopo averlo realizzato, saremo liberi. E diventare adulti è essere liberi"


                                       



Ero veramente curiosa di vedere il primissimo lavoro del sud coreano Park Chan-wook all’estero. Avevo paura che le logiche di mercato del cinema statunitense finissero per condizionarlo in qualche maniera, ma per fortuna ho potuto tirare un sospiro di sollievo… è il Park Chan-wook di sempre, quello che mi sconvolge. Anche se in questo caso, con più leggerezza.


L’appena diciottenne India ha perso suo padre, proprio il giorno del suo compleanno, e vive con una madre, emotivamente instabile, che sembra incapace di occuparsi di se stessa.

Il giorno del funerale piomba in casa un misterioso zio, Charlie, fratello del padre, di cui India non ha mai saputo niente. È giovane, affascinante, terribilmente carismatico, e pian piano riesce a fare breccia in India che lo osserva attentamente con una curiosità che diviene insaziabile.

India è una ragazza di grande intelligenza ma solitaria, silenziosa, quella che viene vista a scuola come stramba, eppure è sicura di sé e decisa a non farsi intralciare il cammino da nessuno. Prima della scomparsa del padre, andava a caccia con lui, sempre, mentre la madre era perlopiù esclusa da qualsiasi attività. Lo zio Charlie rimane a lungo da loro, e la madre-ombra non ha la più pallida idea di cosa si stia instaurando tra la figlia e quest'uomo intrigante che sembra non avere occhi che per India.

Lo zio Charlie è circondato da un alone di mistero, e tutte le persone che lo incrociano rimangono a bocca aperta nel rivederlo… che segreto nasconde? India inizia a sospettare, ma non può che sentirsi attratta da lui.

Non voglio dire altro sulla trama per evitare spiacevoli spoiler!



                      



Park Chan-wook sceglie inizialmente un ritmo molto lento e pacato, che va aumentando man mano che le rivelazioni si susseguono, e così facendo ci permette di entrare sotto la pelle di India e di vivere quel senso di estraneità e quel suo essere ancora ai margini dell'età adulta. Sarà l'incontro con lo zio Charlie a segnare la maturazione, la presa di coscienza di sé di India, a partire dal trauma del padre, dalla presenza, appunto, di suo zio e dal conflitto che nasce tra madre e figlia. 

Come ogni film di Park Chan-wook, anche questo è sottilmente perverso e carico di metafore visive magnifiche che lo arricchiscono. (Bellissimo il ragno che sale sulla coscia, le scatole con le scarpe e via dicendo).

 

La trama ha un finale non troppo originale, ma ciò che passa per le mani di quest’uomo si trasforma in poesia. Come dicono in molti la sua regia è ipnotica, il montaggio e la fotografia sono sublimi, sa raccontare le sue storie con un’eleganza, una raffinatezza, e allo stesso tempo forza, davvero unici. Ogni scena è curata ai limiti del maniacale, formalmente sempre ineccepibile, soprattutto in questo film in cui i dialoghi non sono il cuore della narrazione, ma lo sono  i dettagli visivi, curati fino all’ossessione, l’atmosfera, gli sguardi, i silenzi. Sceneggiatura veramente ben scritta, non c’è una scena di troppo o fuori posto, il film aggancia e ti trascina in un vortice di attrazione perversa e di tensione continua. Stesso discorso per i personaggi. Una magnifica Mia Wasikowska dà sfumature a un personaggio davvero complesso e mostra benissimo il cambio di prospettiva che vive, Matthew Goode è irresistibile e ipnotico, e persino la Kidman non sfigura. E sì, diciamolo, è anche ricco di citazioni, del grande Hitchcock in particolare: L’ombra del dubbio e persino Psycho, dettagli che fa piacere cogliere.



                           



La trilogia della vendetta è ormai diventata cult e le aspettative per questo primo film statunitense erano veramente alte, per fortuna che sono state rispettate. Certo, in questo caso il film è molto più ‘stemperato’ dei suoi tipici lavori, però non per logiche esterne ma per il genere di storia. Presto recensirò anche la trilogia della vendetta che tanto ho amato e che ogni appassionato di cinema dovrebbe vedere. Chi non conosce questo regista, potrebbe iniziare tranquillamente da qui.



 

Splendida la scena del duetto al piano, sottile e potente (scusate ma la qualità è quella che è;):


 


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Una nota di merito anche per l’apertura (che purtroppo non trovo in giro), si può essere più eleganti di così?



"Le mie orecchie odono ciò che agli altri sfugge. Le piccole, remote cose che la gente normalmente non vede, sono visibili ai miei occhi. Quesri sensi sono il frutto di una vita di desideri. Desideri da riscattare. Da completare Come alla gonna serve il vento per gonfiarsi, non sono fatta solo di me stessa. Indosso la cintura di mio padre, stretta attorno alla camicia di mia madre. E le scarpe di mio zio. Questa sono io. Proprio come un fiore non sceglie il suo colore, noi non siamo responsabili di ciò che diventiamo, Solo dopo averlo realizzato, saremo liberi. E diventare adulti è essere liberi."





Trailer italiano:


 


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Trailer originale:


 


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Se ti è piaciuto Stoker ti consiglio:

- Mr. Vendetta (P. Chan-wook, Corea del Sud 2002)

- Old Boy (P. Chan-wook, Corea del Sud 2003)

- Lady Vendetta (P. Chan-wook, Corea del Sud, 2005)




Categories: - Luglio 2013