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Guida galattica per gli autostoppisti (D. Adams, 1979)

Posted by Ilaria Pasqua on June 27, 2013 at 3:30 AM


“In molte delle civiltà meno formaliste dell’Orlo Esterno Est della Galassia, la Guida galattica per gli autostoppisti ha già soppiantato la grande Enciclopedia Galattica, diventando la depositaria di tutto il sapere e di tutta la scienza, perché nonostante presenti molte lacune e contenga molte notizie spurie (…;) ha due importanti vantaggi rispetto alla più vecchia e più accademica Enciclopedia.

Uno, costa un po’ meno; due, ha stampate in copertina, a grandi caratteri che ispirano fiducia, le parole...


NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO"



                                     

 

Davvero esilarante e ai limiti dell’assurdo. Douglas Adams era di sicuro un tipo fantasioso e pieno d’inventiva. Ma come gli è uscita fuori questa storia?!

 

Guida galattica per gli autostoppisti è diventato un oggetto di culto, e ne capisco il motivo.

La storia, ma più che storia preferirei parlare di un continuo susseguirsi di situazioni assurde i cui protagonisti sono Arthur Dent, umano strappato alla Terra prima che venisse distrutta, e Ford Perfect, alieno del pianeta Betelgeuse che è rimasto intrappolato ben 15 anni sulla Terra per scrivere la Guida galattica per gli autostoppisti.

I due sono amici, e sarà quest’ amicizia che salverà Arthur. Arthur sta tentando di salvare un'altra cosa: la sua casa, sfidando intrepidamente annoiati operai, ma Ford dà all'amico la giusta prospettiva, gli dirà di lasciare stare, che non ne vale la pena, perché fra poco la Terra non ci sarà più, che importa quindi della sua stupida casa?

La Terra, infatti, intralcia la nuova superstrada iperspaziale che è in costruzione, perciò un alieno ha semplicemente deciso di farla sparire per fare un po’ di spazio. Arthur sarà l’unico (?) confuso sopravvissuto.

Arthur e Ford inizieranno così un vagabondaggio per lo spazio incontrando i personaggi più strani, e rischiando la vita molte volte. La guida galattica per gli autostoppisti, nella sua assurdità, sarà la salvezza di questo povero umano che non sa assolutamente nulla dell’universo.

 

Non voglio entrare nel dettaglio dei loro incontri, ma devo citare per forza l’alieno appassionato di poesie talmente orrende e assurde da far rivoltare nella tomba i poeti e nauseare profondamente gli altri alieni, e Marvin. Il mitico Marvin. Questo simpatico robot è super intelligente ma altrettanto depresso, se ne va in giro, quando si muove, a lamentarsi di ogni cosa, qualsiasi cosa lo deprime, soprattutto quelle fastidiose porte gioiose che sospirano ogni volta che si aprono, e riuscirà persino a far suicidare un intero pianeta!


"Arthur Dent: Insomma è cosi che va a finire eh? Io da solo su un pianeta morto con un maniaco depressivo di robot.

Marvin: E pensi di avere dei problemi? Che faresti se fossi tu il robot maniaco depressivo?"


E i topi della parte finale che stanno ancora cercando la "risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto"?… Mi sono davvero divertita.


"La storia di tutte le maggiori civiltà galattiche, tende ad attraversare tre fasi distinte e ben riconoscibili, ovvero le fasi della Sopravvivenza, della Riflessione e della Decadenza, altrimenti dette fasi del Come, del Perché e del Dove. La prima fase, per esempio, è caratterizzata dalla domanda 'Come facciamo a procurarci da mangiare?', la seconda dalla domanda 'Perché mangiamo?' e la terza dalla domanda 'In quale ristorante pranziamo oggi?"


Fresco, intelligente, divertente e leggero. Douglas Adams ha un gran senso dell’umorismo e dell’ironia, e una scrittura davvero piacevole e scorrevole, e fra tante risate ci scappano anche molte riflessioni sulla vita, e su quelle strane creature che sono gli esseri umani.

Guida galattica per gli autostoppisti è il primo libro dell’omonima “Trilogia in cinque parti”, e per fortuna ci sono stati dei seguiti. Corro a comprare "Ristorante al termine dell'Universo", voglio proprio sapere dove capiteranno questa volta...

Consigliato a chi desidera una lettura piacevole, divertente e che oltre a far sorridere (e restare a bocca aperta per l’assurdità delle situazioni), faccia anche riflettere.



“Una delle cose che Ford Perfect aveva sempre trovato difficile comprendere a proposito degli umani era che avevano il vizio di affermare e ripetere cose assolutamente ovvie, come risultava evidente da frasi quali “Che bella giornata!” o “Come sei alto!” oppure “Oddio, mi sembra che tu sia caduto in un pozzo profondo nove metri: ti sei fatto male?”. In un primo tempo Ford si era fatto una sua teoria per spiegare questo strano comportamento. Aveva pensato che le bocche degli esseri umani dovessero continuamente esercitarsi a parlare per evitare di rimanere inceppate. Dopo avere osservato e riflettuto alcuni mesi, Ford aveva abbandonato questa teoria per l'altra. Aveva pensato che se gli esseri umani non si esercitavano in continuazione ad aprire e chiudere la bocca, correvano il rischio di cominciare a far lavorare il cervello. Dopo un po’ aveva abbandonato anche questa teoria, considerandola eccessivamente cinica, e aveva deciso che in fondo gli esseri umani gli piacevano molto, anche se non poteva mai fare a meno di preoccuparsi e disperarsi davanti alla terribile quantità di lacune che le loro conoscenze presentavano”.




Incipit: 

“Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell’estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo. A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c’è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro–verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un’ottima invenzione.

Questo pianeta ha, o meglio aveva, un fondamentale problema: la maggior parte dei suoi abitanti erano infatti afflitti da una quasi costante infelicità. Per risolvere il problema di questa infelicità furono suggerite varie proposte, ma queste per lo più concernevano lo scambio continuo di pezzetti di carta verde, un fatto indubbiamente strano, visto che ad essere infelici non erano i pezzetti di carta verde, ma gli abitanti del pianeta. E così il problema restava inalterato: quasi tutti si sentivano tristi e infelici, perfino quelli che avevano gli orologi digitali. Erano sempre di più quelli che pensavano che fosse stato un grosso errore smettere di essere scimmie e abbandonare gli alberi. E c’erano alcuni che arrivavano a pensare che fosse stato un errore perfino emigrare nella foresta, e che in realtà gli antenati sarebbero dovuti rimanere negli oceani.

E poi, un certo giovedì, quasi duemila anni dopo che un uomo era stato inchiodato a un palo per avere detto che sarebbe stato molto bello cambiare il modo di vivere e cominciare a volersi bene gli uni con gli altri, una ragazza seduta da sola a un piccolo caffè di Rickmansworth capì d’un tratto cos’era che per tutto quel tempo non era andato per il verso giusto, e finalmente comprese in che modo il mondo sarebbe potuto diventare un luogo di felicità. Questa volta la soluzione era quella giusta, non poteva non funzionare, e nessuno sarebbe stato inchiodato ad alcunché. Purtroppo però, prima che la ragazza riuscisse a raggiungere un telefono per comunicare a qualcuno la sua idea, successe una stupida quanto terribile catastrofe, e di quell’idea non si seppe mai più nulla".




Adattamenti cinematografici: sì 




Trailer italiano:


 


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Trailer originale:


 


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Curiosità


 

“Guida galattica per gli autostoppisti” nasce come programma radiofonico e riscuote un enorme successo che lo porta a scrivere il primo libro della serie, inaugurando così il filone della fantascienza umoristica.





Se ti è piaciuto Guida galattica per gli autostoppisti ti consiglio:


- AAA Asso Interplanetaria (R. Sheckley, Ennio Ciscato Editore, 1971   -> sempre del filone "fantascienza umoristica"  (qui c'è l'ebook da scaricare:  http://ebook.dascaricare.org/tag/asso/ )

- Ristorante al termine dell'Universo (D. Adams, 1980; Mondadori, 2002)

- La vita, l'universo e tutto quanto (D. Adams, 1982; Mondadori, 2003)

- Addio e grazie per tutto il pesce (D. Adams, 1984; Mondadori, 2005)

- Praticamente innocuo (D. Adams, 1992; Mondadori, 2007)


 


Categories: - Giugno 2013

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