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 Italo Calvino 

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Tempo fuori luogo - Time Out of Joint (P.K.Dick, 1959)

Posted by Ilaria Pasqua on June 21, 2013 at 9:40 AM


"Com'era calmo tutto quanto. Lo avvolse una terrificante desolazione. Che disastro era stata la sua vita. Eccolo lì, quarantasei anni, a     trastullarsi in soggiorno con il concorso del giornale. Niente impiego serio e remunerativo. Niente figli. Niente moglie. Niente casa propria. E in più faceva lo scemo con la moglie del vicino"



  



Tempo fuori luogo, conosciuto anche come Tempo fuor di sesto, Il tempo si è spezzato e L'uomo dei giochi a premio, è il mio libro del cuore, e non perché ho trovato similitudini con The Truman Show, film che amo e che si è chiaramente ispirato alla storia di Dick, ma perché a distanza di tempo faccio ancora un sospiro al solo pensiero. 


Ragle Gumm vive nel 1959 in una cittadina tranquilla, è ospite della sorella Margo, una casalinga, e del marito Vic che invece lavora in un supermercato. Ragle non ha un lavoro stabile ma si guadagna da vivere partecipando a un concorso del quotidiano locale: "Dove apparirà l’omino verde?". E non si limita solo a partecipare… è considerato l’uomo d’oro dei giochi a premi, il più famoso della cittadina e oltre. Infatti sono ben due anni che vince, e la sua foto è fissa sul quotidiano. In pratica il giochino consiste nell’indovinare, tramite i vaghissimi indizi forniti dal giornale, dove apparirà l’omino verde scegliendo tra ben 1208 caselle del tabellone. La sua vita gira intorno a questo.

 

Ma la realtà è davvero questa?


Un giorno inizierà a notare delle piccole discrepanze nel tempo… nel suo mondo alcune cose che va cercando (come ad esempio una catenella per accendere la luce nello sgabuzzino) sembrano scomparire, insomma inizia a credere che deve esserci qualcosa che non va. E inizia a dubitare seriamente della realtà circostante.

 

Questo è appena il sesto libro di uno scrittore come Dick che ne ha macinati un’infinità ed è considerato un’opera minore. È sicuramente meno conosciuto, eppure è uno dei migliori a mio parere, e di libri di Dick ne ho letti davvero tanti.

Ragle gira a vuoto in questa realtà a cui sembra non appartenere e vorrà scoprire a ogni costo la verità. Intorno a lui nessuno sembra notare niente, è completamente solo. Circondato da una famiglia poco interessata ad altro se non al proprio recinto, due vicini a dir poco invadenti, Bill Black e la moglie Junie, che non mancheranno mai di andare a disturbare Ragle.

Perciò Tempo fuori luogo è un viaggio alla scoperta della realtà nascosta dietro alle apparenze. Un viaggio che si trasforma in una fuga da una dimensione che sembra costruita apposta per lui (per questo dico: The Truman Show).


Non dirò altro per evitare spoiler. Il libro affronta tematiche da sempre care a Dick, come il dubbio sulla realtà in cui si vive, una realtà controllata, manipolata contro la volontà dei singoli individui. Molto spesso nei libri di Dick, la realtà è falsa e sovrasta l’individuo. Ogni sua storia è un grattare sulla superficie del mondo sensibile alla ricerca della verità. E il bello è che in questo libro è ancora più netto il tema, a mio parere, perché viene inserito il gioco a premi che, oltre a essere l’attività principale del protagonista, è anche la chiave, il cuore della realtà fasulla, ed è persino fondamentale per la vera realtà. È un modo per dare un senso all’appartenenza di Ragle a quel mondo, e anche un sistema ingegnoso per farlo lavorare a cose che sono disperatamente utili alla realtà vera.

 

L’unica pecca è forse un finale troppo poco sviluppato, che si interrompe quasi bruscamente. Avrei voluto seguire Ragle in capo al mondo, e sapere di più: dopo le scelte di Ragle, che succede? Avrei desiderato leggere ulteriori sviluppi, qualche capitolo in più, anche uno. Peccato ;_; ma questo non rovina affatto la lettura.

Comunque rimane il mio preferito, sarà perché è stato il mio primissimo amore Dickiano. :)  Io lo consiglio a tutti gli amanti e non, è un libricino davvero piccolo che si divora.



 

«Parole» pensò.

Problema centrale in filosofia. La relazione tra la parola e l’oggetto… Che cos’è una parola? Un segno arbitrario. Ma noi viviamo nelle parole. La nostra realtà è tra parole non tra cose. Comunque, la «cosa in sé» non esiste: solo una Gestalt nella mente. La cosalità… l’idea di sostanza. Un’illusione. La parola stessa è più reale dell’oggetto che rappresenta.

La parola non rappresenta la realtà. La parola è la realtà. Per noi, almeno. Forse Dio riesce ad attingere gli oggetti, ma noi no.

Nella sua giacca, appesa nel ripostiglio in anticamera, c’era la scatola di metallo contenente le parole.





Incipit:


Tempo fuori luogo

Dalla cella frigorifera, nel retro del supermercato, Victor Nielson spinse un carrello di patate novelle fino al settore verdura del reparto di frutta e verdura. Cominciò a riempire lo scomparto semivuoto, esaminando un tubero ogni dieci alla ricerca di sbucciature e tracce di marcio. Una grossa patata finì per terra, e lui si chinò a raccoglierla; così facendo guardò in strada, oltre i banconi delle casse e le mensole delle sigarette e dei lecca—lecca, attraverso le grandi porte a vetri. Sul marciapiede passavano alcuni pedoni, e per strada colse un lampo di luce solare, riflessa dal paraurti di una Volkswagen che stava lasciando il parcheggio del supermercato.


 

Tempo fuor di sesto

Dal congelatore sul retro del negozio, Victor Nielson spinse un carrello di patate novelle alla zona verdure del reparto ortofrutta. Nel cesto quasi vuoto cominciò a gettare i tuberi nuovi, controllandone uno ogni dieci in cerca di macchie e spaccature sulla buccia.





Adattamento cinematografico: no(?)



Giusto per dovere di cronaca il trailer di The Truman Show:


 


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Se ti è piaciuto Tempo fuori luogo ti consiglio:


- Qualsiasi libro di Dick, qualsiasi cosa pescherete andrà bene


 


Categories: - Giugno 2013

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