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La casa del sonno (J. Coe, 1997)

Posted by Ilaria Pasqua on June 13, 2013 at 12:35 PM

 

"Enorme, grigia e imponente, Ashdown sorgeva su un promontorio, a una ventina di metri dalla viva parete della scogliera, ed era lì da più di un secolo. Per tutto il giorno i gabbiani ruotavano intorno alle sue guglie e torricelle con strida rauche e luttuose".



                                                       


Il mio libro preferito di Jonathan Coe è sicuramente questo: l’affascinante e complesso La casa del sonno.


Un gruppo di studenti vive nella severa Ashdown, nei primi anni ’80. In ordine non cronologico, è narrata la loro storia che è intrecciata indissolubilmente con la casa di Ashdown, affacciata su una scogliera, palcoscenico di sentimenti forti, e di altrettanti silenzi.

Gregory è un ragazzo ossessionato dallo spiare il sonno degli altri, poi diventato dottore, Veronica è una lesbica politicizzata e appassionata di teatro, Robert, invece, uno studente di lettere romantico e inquieto che scrive appassionate lettere d’amore alla sua Sarah, Terry un giovane pieno di belle speranze, ora afflitto da ore di sonno eccessive e che, anche da sveglio, è sempre in tensione. Infine Sarah, è intorno a lei che girano le vicende, senza mai fermarsi. La folle e irrequieta Sarah. Folle e irrequieta come lo sono un po' tutti i personaggi di questa particolare storia.

Dodici anni dopo quel legame è ancora vivo. I protagonisti, non più studenti, sono diventati adulti segnati dagli avvenimenti, dai problemi nascosti, da desideri e tormenti che da giovani hanno vissuto e che sembrano non aver ancora dimenticato. Sono in un certo senso ossessionati dal loro passato. E i loro destini s’incrociano di nuovo in quella casa che ormai è diventata una clinica per curare i disturbi del sonno.

I protagonisti continuano a essere calamitati verso lo stesso edificio, finendo per ritrovare ricordi e sentimenti in un continuo gioco tra passato e presente. Ma stavolta ciò che li lega è il loro difficile rapporto con il sonno. Sogni irrequieti, troppo sonno o poco sonno e ciò che da questo deriva. I protagonisti sono tutti particolarmente complessi, nevrotici, alla ricerca di una soluzione. E loro non finiscono che far altro che rincorrersi, nascondendosi nel disturbo, vivendolo in modi differenti, in un certo senso girando a vuoto. L’atmosfera che ne nasce è particolare, in bilico tra veglia e sonno, come i suoi personaggi.


Le tematiche sono tante: la sessualità, trattata in modo veramente delicato, l’influenza di avvenimenti passati sul presente, l’influenza degli stessi ricordi sul presente e l’accettazione del corpo e dei propri confini, e l’amore. Ma il libro parla soprattutto del sonno, come già detto, vero elemento in comune, vero mostro che fa riemergere ogni tensione irrisolta, e infine il rapporto tra sogno e veglia che sembrano in ogni personaggio separati da un filo sottilissimo.

Mi è rimasto impresso particolarmente il rapporto tra Sarah e Gregory, come questo ha influito sulla vita di Sarah da adulta, ma anche il suo legame con Robert. Ciò che trasmettono le pagine è un forte senso di vuoto e una tensione palpabile, ciò che provano i personaggi, sempre in bilico fra passato e presente.


Magnifica è la struttura. È divisa in capitoli dispari e pari. I capitoli dispari sono ambientati per la maggior parte negli anni 1983-84. I capitoli pari, invece, nelle ultime due settimane del giugno 1996.

Ma si può anche osservare una divisione in sei parti, ogni parte ha come titolo una delle fasi del sonno (Veglia, fase uno, fase due, fase tre, fase quattro, Sonno Rem), e ancora più interessante è il modo in cui le parti sono collegate (o scollegate), ogni parte, infatti, termina con una frase, un pensiero, lasciato a metà, che poi nella parte successiva viene ripreso, ma non proseguendo il discorso, ma assumendo un significato completamente differente. Si scivola nel capitolo successivo, indietro o avanti nel tempo, come si scivola nel sonno. È un gioco di associazioni d’idee, associazioni molto precise e suggestive. I pezzi troveranno il loro posto perché Coe è un incredibile prestigiatore di storie, e come dice lui stesso, lui smonta la realtà in mille pezzi e poi la ricostruisce con un ordine tutto suo.

Il suo modo di smontare e ricostruire la realtà è geniale, il suo stile invidiabile... ti prende e non ti lascia più andare. E i suoi personaggi che corrono all'interno dei suoi maestosi puzzle hanno sempre quel tocco unico che te li fa ricordare, anche a distanza di tempo.

 

La casa del sonno è un libro magnifico, suggestivo e che di sicuro non si dimentica.



"…quando perdi qualcuno e questo qualcuno ti manca tu soffri perché la persona assente si è trasformata in un essere immaginario:irreale. Ma il tuo desiderio di lei non è immaginario. Così è a quello che devi aggrapparti: al desiderio. Perché è reale".



Incipit:

 

Era l’ultima lite, almeno questo era chiaro. Ma benché l’avesse presentita da giorni e forse da settimane, nulla poteva placare l’ondata di rabbia e risentimento che gli stava montando dentro. Era lei dalla parte del torto, e s’era rifiutata di ammetterlo. Ogni argomento che lui aveva provato a opporre, ogni suo tentativo di mostrarsi conciliante e ragionevole gli era stato distorto, contorto e ribaltato contro. Come s’era permessa di tirare in ballo la serata - del tutto innocente - che lui aveva passato con Jennifer alla Mezzaluna? Come s’era permessa di definire “penoso” il suo regalo e di sostenere che aveva un’aria “sfuggente” quando glielo aveva dato? E come s’era permessa di tirare in ballo sua madre - sua madre, proprio così - accusandolo di andarla a trovare troppo spesso? E con l’aria poi di trarne conclusioni sulla sua maturità; peggio, sulla sua mascolinità…

Aveva lo sguardo fisso nel vuoto, ignaro dei passanti e di tutto quanto lo circondava.

“Troia, ” pensò tra sé e sé quando le frasi di lei gli tornarono alla mente. Poi ad alta voce, fuori dai denti stretti, lo gridò: “TROIA!”.

E si sentì un po’ meglio.




Adattamenti cinematografici: no




Se ti è piaciuto La casa del sonno ti consiglio:


- Donna per caso (J. Coe, 1987; Feltrinelli, 2003)

- L'amore non guasta (J. Coe, 1989; Feltrinelli, 2000) 

- Questa notte mi ha aperto gli occhi (J. Coe, 1990) 

- La famiglia Winshaw (J.Coe, 1994; Feltrinelli, 1995)

- La banda dei brocchi (J. Coe, 2001; Feltrinelli, 2002) 

- La pioggia prima che cada (J. Coe, 2007; Feltrinelli, 2007) 

- I terribili segreti di Maxwell Sim (J. Coe, 2010; Feltrinelli, 2010) 

 


Categories: - Giugno 2013

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