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La grande bellezza (P. Sorrentino, Italia, 2013)

Posted by Ilaria Pasqua on June 11, 2013 at 12:00 PM


"È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore: il silenzio e il sentimento; l'emozione e la paura. Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza; e poi lo squallore disgraziato e l'uomo miserabile"

             

                                         


 

Mi sono presa un po’ di tempo per riordinare i pensieri e i sentimenti su questo ultimo film di Sorrentino. E ora eccomi qui.

Jep Gambardella ha scritto un solo libro più di vent’anni prima, e ora è un giornalista di costume e il più ambito 'organizzatore' di feste. Quella che apre il film, è LA festa, quella per festeggiare i suoi 65 anni, in cui ha riunito, come ogni volta, tutti i personaggi più caratteristici, tipici e non, di una Roma notturna.

Lui ama trascorrere le sue serate sulla balconata di casa sua che affaccia sul Colosseo, dove quasi sembra di toccarlo, vivendo la notte e le amarezze di questa sua vita effimera e vuota di sentimenti.

È arrivato a Roma in giovane età in cerca di fortuna, ma ha finito per farsi travolgere dalla vita mondana e futile, da gruppi di persone altolocate che lo considerano solo il re delle feste, una figura di spicco che va frequentata, uno che le feste non solo le fa, ma può farle fallire, “io non volevo solo partecipare alle feste, volevo avere il potere di farle fallire”.


                  


Ormai disincantato, un divo illuso e amareggiato, vive le serate tra chiacchiere e noia, mostrandoci il mondo caotico delle feste, ironizzando sulle figure che gli vorticano insistentemente intorno, sempre le stesse, giudicandole impietosamente, e infilando se stesso nel mucchio. Ne ha per tutti i personaggi di questa pazza Roma: attrici fallite e drogate, cardinali appassionati di cucina che si disinteressano dei fedeli e dei loro problemi, preferendo descrivere ricette, uomini d’affari impegnati nelle attività più strane, nascoste negli edifici altolocati di Roma, scrittrici di partito che si credono attiviste apprezzate e seguite, quando invece nessuno sa nemmeno che esistono, scrittori di opere teatrali, ormai vecchi, che non sono mai riusciti a esordire, spogliarelliste in là con gli anni e sante solo in parte travolte. Tutti a ballare sulla grande bellezza, a sommergerla di rumore, a sporcarla di volgarità.

Tutti sedotti da Jep Gambardella, tutti nella stessa maniera puniti dalla sua instancabile e pungente ironia. Un’ironia disincantata, che coglie perfettamente il cuore di ogni personaggio.

E poi, quando le feste sono finite, e la notte è calata, Jep si gode il lato più tranquillo e intimo della Roma notturna, vagando per le strade, ritrovando il proprio ritmo, i propri pensieri, lontano dai rumori assordanti della mondanità. L’alba è il momento in cui Jep sembra cercare il senso dell’esistenza, la grande bellezza fuori e dentro di sé, ma la bellezza è un sogno, un’utopia, e sfuma lentamente nel mattino.


Dice Sorrentino in un’intervista a sky: “nelle feste aleggia sempre l’eterna promessa di un cambiamento della propria vita che non arriva mai, però la promessa si rinnova alla festa successiva”.


"So' belli i trenini delle feste, so' belli perchè non vanno da nessuna parte!".


Jep è un uomo solitario, l’unico amico può essere considerato il personaggio di Carlo Verdone, l’unico vero personaggio positivo, l’innocente e speranzoso da tutta la vita, e per questo schiacciato, e poi la spogliarellista interpretata da Sabrina Ferilli, intensa e toccante, il vero motore che avvia il cambiamento in Jep.

La parte in cui i due si muovono nella notte, tra gli splendidi monumenti di Roma è una delle migliori. Ma la Roma che viene mostrata incanta e amareggia. È una Roma festaiola, frivola, ricca ma anche degradata e corrotta, in un certo senso, vuota. Forse specchio di un’ Italia che non ha più un identità precisa.


E Jep ora che ha compiuto 65 anni e che non vuole più perdere tempo “a fare cose che non mi va di fare”, finisce per tirare le righe della sua vita, chiedendosi come ha fatto ad arrivare lì, al punto in cui si trova, abbandonando la scrittura, abbandonando i sogni gonfi di speranza che l’hanno portato a Roma. E se ne sta sdraiato nella sua stanza a osservare quel soffitto immaginando con profonda nostalgia il mare, quello della sua giovinezza, dove ha incontrato l’unico amore della sua vita. Cercando di ritrovare in quella distesa azzurra la grande bellezza che ha lasciato.


Inutile entrare nel dettaglio, perché è il tipo di film che si vive, di cui ci si nutre piano, piano.


                          


È sicuramente un’ulteriore conferma dell’incredibile bravura di Paolo Sorrentino che ha voluto mostrare il suo sguardo su Roma, per nulla lontano dalla realtà, e lo fa con un ritmo ben preciso, alternando le scene frenetiche delle feste che appaiono così vuote, vacue come le vite di chi partecipa, e quelle delle peregrinazioni notturne di Jep, invece così piene di significati, sottolineando ogni immagine con una colonna sonora incredibilmente suggestiva che, come afferma Sorrentino, è la perfetta conferma al luogo comune, vero, che riguarda Roma: sacro e profano convivono.


La grande bellezza riesce a lasciare senza parole, e ci fa dimenticare le immagini da cartolina vuote, mostrateci da Woody Allen in To Rome with love. E cosa dire di Toni Servillo? Semplicemente immenso.


In conclusione un incanto, una poesia per gli occhi e per le orecchie. Un sogno, come i film di Fellini, che richiama, come il nostro miglior cinema. In poche parole, un film che lascia estasiati.


“Viaggiare, è proprio utile, fa lavorare l'immaginazione. Tutto il resto è delusione e fatica. Il viaggio che ci è dato é interamente immaginario. Ecco la sua forza. E poi in ogni caso tutti possono fare altrettanto. Basta chiudere gli occhi...”





Trailer:


 


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Premi: per ora nessuno, ma la stagione non è ancora propriamente iniziata!



 

 

Curiosità:


9 minuti di applausi a Cannes

Comprato da ben 22 paesi!!!





Se ti è piaciuto La grande bellezza ti consiglio:


 

- L'uomo in più (P. Sorrentino, Italia, 2001)

- Le conseguenze dell'amore (P. Sorrentino, Italia, 2004)

- Il divo (P. Sorrentino, Italia, 2008))

- L'amico di famiglia (P. Sorrentino, Italia, 2006)


 

 


Categories: - Giugno 2013