"Oltre la superficie della pagina s'entrava in un mondo in cui la vita era pił vita che di qua"

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Mr. Gwyn (A. Baricco, 2001)

Posted by info.ilariapasqua on May 30, 2013 at 11:25 AM

"Così finì per capire che si trovava in una situazione nota a molti umani, ma non per questo meno dolorosa: ciò che, solo, li fa sentire vivi, è qualcosa che però, lentamente, è destinato ad ammazzarli. I figli per i genitori, il successo per gli artisti, le montagne troppo alte per gli alpinisti. Scrivere libri, per Jasper Gwyn. Capirlo lo fece sentire sperduto, e indifeso come solo sono i bambini, quelli intelligenti"


 


Mr. Gwyn è l’ottavo libro di Alessandro Baricco. Un libro piccolo ma pieno di personalità.

Lentamente si scivola nella vita del burbero Jasper Gwyn. Uno scrittore che non ha mai amato essere al centro dell’attenzione. Dopo aver inviato al Guardian una lista delle cose che non farà più e fatto impazzire il suo agente, l’amico Tom, Mr. Gwyn decide che è ora di cercare un nuovo mestiere.

Incontrerà per caso una donna anziana, nella sala d’attesa di un ospedale, e da un dialogo qualunque capirà cosa vuole provare a fare: il copista. Ma non un copista comune, vuole scrivere ritratti. Dipingere con le parole. Vuole diventare uno scrittore dell'anima.


L’idea sembra assurda ma Jasper la insegue con una convinzione sempre crescente. Affitta per sei mesi uno spazio imperfetto, ma perfetto per la sua idea, sceglie la musica, compra diciotto lampadine speciali, le Caterina de’ Medici, destinate a spegnersi in un momento preciso ma indecidibile, e, dopo aver studiato le dinamiche di questo nuovo lavoro (il tempo, i modi, ciò che dovrà e non dovrà fare), cerca la prima anima da ritrarre. Nonostante i dubbi iniziali, Mr. Gwyn decide di andare sempre e solo avanti, convinto, in fondo, che la cosa sia possibile, anche se non sa ancora precisamente come.


Il pittore dell’anima inizia con Rebecca, che ci viene descritta a lungo, più delle altre. Poi Baricco scivola in altre vite, in un percorso a staffetta, ritraendo persone completamente differenti. E parlando soprattutto di Mr. Gwyn, un uomo avvolto nel mistero che Rebecca, poi diventata sua ‘spalla’ devota e curiosa, cercherà di svelare. Riuscendoci forse, in parte.

 

“Ci aveva messo anni ad accettare che il mestiere di scrivere gli era diventato impossibile e adesso si trovava costretto a registrare come senza quel mestiere non gli fosse affatto facile tirare avanti. Così finì per capire che si trovava in una situazione nota a molti umani, ma non per questo meno dolorosa: ciò che, solo, li fa sentire vivi, è qualcosa che però, lentamente, è destinato ad ammazzarli. I figli per i genitori, il successo per gli artisti, le montagne troppo alte per gli alpinisti. Scrivere libri, per Jasper Gwyn”. 



                                                            


La crisi che affligge Gwyn non è quella che affligge gli scrittori senza ispirazione, è il bisogno di un cambio di prospettiva, di arrivare al centro delle cose, guardandole da un altro punto.

Mr. Gwyn inventa dal nulla un nuovo mestiere, una nuova arte, per una intuizione che lo colpisce improvvisamente: “riportare le persone a casa”. Questo lo spinge a dedicarcisi con tutto se stesso; secondo lui questi ritratti scritti aiutano le persone che hanno perso la strada di casa a ritrovarla. 


La scrittura è lineare, semplice, e scorre sotto gli occhi senza alcuna fatica. Mi piacciono molto i dialoghi scarni e fulminanti di Baricco, le sue frasi-sentenza, sempre così vere e sempre pronunciate nel momento perfetto della storia, quello in cui ne hai proprio bisogno. Il ritmo della narrazione è incredibilmente studiato. Un ritmo sospeso, rilassato, che ci mostra questa fila di personaggi difficili da dimenticare, per poi dare una sterzata che ti fa venir voglia di divorarlo. “Si comincia a correre”, dice lo stesso Baricco. E si corre sul serio.


Molti misteri verranno lasciati aperti alle interpretazioni, e noi ce ne restiamo così, come si sentono gli stessi modelli alla fine dell’esperienza, soli e per la prima volta davvero nudi. Nudi di fronte al tempo che si è portato via tanto di noi. In una malinconia senza fine.



 "Si ricordò come ogni incantesimo sia fragile oltre ogni suo dire, e velocissima la vita nel suo rapinare"




 

L’incipit:

Mentre camminava per Regent's Park – lungo un viale che sempre sceglieva, tra i tanti – Jasper Gwyn ebbe d'un tratto la limpida sensazione che quanto faceva ogni giorno per guadagnarsi da vivere non era più adatto a lui. Già altre volte lo aveva sfiorato quel pensiero, ma mai con simile pulizia e tanto garbo.

 




Adattamenti cinematografici: no





Se ti è piaciuto Mr. Gwyn ti consiglio:


- Oceano mare (A. Baricco, Feltrinelli 1993)

- Castelli di Rabbia (A. Baricco, Rizzoli, 1991)

- Novecento (A. Baricco, Feltrinelli 1994)

- Tre volte all'alba (A. Baricco, Feltrinelli, 2012)





Categories: - Maggio 2013

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