"Oltre la superficie della pagina s'entrava in un mondo in cui la vita era pił vita che di qua"

Italo Calvino

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Hugo Cabret (M. Scorsese, Usa, 2011)

Posted by info.ilariapasqua on May 28, 2013 at 1:25 PM

                                           

 “Se ti sei mai chiesto da dove vengono i tuoi sogni… Be’, è qui che vengono creati”


      


Il 2011 è stato un anno ricco di omaggi al nostro cinema. Abbiamo avuto "The Artist", che ha omaggiato il cinema muto, "Midnight in Paris" di Woody Allen e, tanto per parlare ancora di grandi nomi, "Hugo Cabret", di Martin Scorsese. Non ci si aspettava un film per famiglie da un regista come lui, e in molti erano scettici, molti si sono rifiutati di accettarlo, persino di andare a vederlo. Che errore!


"Ho ricevuto il libro quattro anni fa ed è stata un'esperienza molto intensa... l'ho letto tutto d'un fiato, in brevissimo tempo. Ho sentito subito un'affinità con la storia di questo ragazzo, con la sua solitudine, il suo interesse nel cinema, i meccanismi della creatività. Gli oggetti meccanici del film, che comprendono cineprese, proiettori e gli automi, consentono al ragazzo di stabilire un contatto con il padre e al regista Georges Méliès di ritrovare se stesso e il suo passato [...] È vero il mio film Hugo è una lettera d'amore al cinema. In esso si intrecciano immaginazione, sogni e magie attraverso la storia e la riabilitazione di Georges Méliès, il secondo pioniere del cinema, dopo i fratelli Lumière".


Siamo negli anni ’30 del ‘900. Nella stazione di Parigi, continuo e frenetico punto d’incontro di vite che si incrociano senza toccarsi, vive un ragazzino Hugo Cabret, orfano e ladro per sopravvivere, tecnico fantasma degli orologi da quando suo zio che se ne occupava è scomparso. Ma il suo vero scopo è aggiustare un automache sembra custodire un grande segreto, l'ultimo segreto lasciatogli dal padre. Per riuscire a ripararlo ruba continuamente pezzi a un negozio di giocattoli proprio dentro la stazione ed è qui che incontra il vecchio giocattolaio che, dopo averlo colto in flagrante, lo costringe a lavorare per riparare i danni fatti.

La stazione ferroviaria è l’ambientazione principale del film, un posto che sembra sospeso, un non-luogo in cui la vita quotidiana è in stallo; gente che sale sui treni, gente che scende, gente che l’attraversa senza che niente cambi. Il capostazione, un convincente Sacha Baron Cohen, si aggira intorno alla fioraia, con cui non riesce a dire che poche parole imbarazzate, infastidito e reso insicuro da una protesi che cigola e si blocca di continuo, il signor Frick non riesce a parlare con la sua amica del bar perché il cane abbaia di continuo. Insomma, è tutto in un eterno stallo. L’unica cosa che va avanti è il tempo, scandito dagli orologi controllati da Hugo, oltre che tecnico anche un piccolo divoratore di libri che osserva con attenzione le vicende dei passanti della stazione, sempre gli stessi, alla ricerca di un posto nel mondo. L’incontro con il giocattolaio, interpretato da Ben Kingsley e con Isabelle, interpretata da Chloe Grace Moretz, lo spingerà in un viaggio appassionante all’interno della storia del cinema, nella memoria, alla ricerca della magia di un tempo passato e di un piccolo posto per sé.

"Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per qualche motivo. E anche tu!".


 

È un film nostalgico, pieno di rimpianti e tristezza, perché è la storia di un vecchio genio disilluso che non si stima più, che si nasconde, un uomo che si reputa finito, in un mondo che è andato avanti e che sembra aver abbandonato i suoi padri fondatori, cancellandoli come se non fossero mai esistiti. Sarà Hugo, con il suo sguardo sempre pieno di curiosità e speranza, a svelare il segreto dietro a quel giocattolaio solitario, a fargli capire quanto il cinema abbia ancora bisogno di magia, e di lui.


 

Chi ama il cinema come me, non ha potuto non apprezzare il suo impegno nel rendere viva questa storia sulle origini di un grande uomo 'dimenticato', non ha potuto non percepire nelle due ore e sette minuti di visione il suo profondo amore e rispetto, quella nostalgia per un cinema che un tempo era magico e sorprendente.


                                                         

         

Martin Scorsese sorprende tutti con questa favola, che è anche romanzo di formazione e una riflessione profonda, ma soprattutto un intenso tributo, commosso e sincero, a ciò che non va mai dimenticato, e che deve rimanere sempre da monito per ciò che verrà. Tutti noi abbiamo bisogno di un passato a cui fare riferimento. Il cinema ha il suo.


                                                            


Un film sorprendente che incanta e commuove, e che ci trascina in un micro mondo dalle atmosfere incantate, in un magnifico sogno (la fotografia è qualcosa di sublime).

Alla fine della visione ci si sente... bene! Emozionati e con il cuore gonfio di gioia.


E compare persino Martin Scorsese in un mini cameo! L'avevate visto?


                                                                                 



“Le macchine hanno un loro scopo, fanno quello che devono fare. Per questo quando vedo un meccanismo rotto sono triste, non può fare più quello che deve. Forse vale anche per le persone, se perdi il tuo scopo è come se fossi rotto…”





Trailer italiano:


 


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Trailer originale:



 


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Premi:

Oscar 2012: miglior fotografia, miglior scenografia al nostro Dante Ferretti e alla nostra Francesca Lo Schiavo, miglior suono, miglior montaggio del suono, migliori effetti speciali.

Golden Globes 2012: miglior regia a Martin Scorsese.

BAFTA - British Academy of Film and Television Art 2012: miglior scenografia, miglior suono.

National Board of Review of Motion Pictures Awards 2011: miglior film, miglior regia a Martin Scorsese.

Saturn Awards for Science Fiction, Fantasy and Horror Films 2012: migliore scenografia.

The Los Angeles Film Critics Association Awards 2011: migliore scenografia.

American Film Institute Awards 2011:  I dieci film dell'anno.

Critics' Choice Movie Awards 2012: migliori scenografie.

Satellite Awards 2011: migliori effetti speciali.





Se ti è piaciuto Hugo Cabret ti consiglio (in tema con la celebrazione del cinema):


- The artist (M. Hazanavicius, Francia, 2011)

- Midnight in Paris (W. Allen, Usa, 2011)




Categories: - Maggio 2013

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