"Oltre la superficie della pagina s'entrava in un mondo in cui la vita era pił vita che di qua"

Italo Calvino

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1Q84 (H. Murakami, 2009/2010)

Posted by info.ilariapasqua on May 21, 2013 at 11:55 AM

"Non c'erano cambiamenti particolari. Dimensioni e forma erano rimasti uguali. "io sono sempre io e il mondo è sempre il mondo" Ma qualcosa aveva cominciato a cambiare. Aomame lo percepiva. Era come trovare gli errori in una figura. Hai davanti a te due immagini. Le appendi alla parete, una accanto all'altra, e per quanto tu possa confrontarle, sembrano perfettamente identiche. Ma se ti metti ad osservare con estrema attenzione i singoli particolari, ti accorgi che ci sono alcune piccole differenze"


                                          


I libri di Haruki Murakami sono sempre difficili da definire, non hanno un genere preciso, o una definizione che gli possa calzare a pennello. Sono semplicemente tutt’anima.


1Q84. La timida e introversa Aomame è su un taxi, bloccata nel traffico. Quando l’autista le suggerisce di scendere una scala d’emergenza per non perdere l’appuntamento, lei accoglie distrattamente il consiglio.

“Non si lasci ingannare dalle apparenze [...]. La realtà è sempre una sola”, le dice l’uomo prima di lasciarla, lei non gli dà troppo peso e scende un gradino dopo l’altro con convinzione. Ma la realtà in cui si trova la riempie di dubbi, perché non sembra la stessa. Osserva perplessa quella città che è cambiata di colpo, cercando di cogliere tutti i minimi dettagli, a suo dire sbagliati, mentre si dirige all’hotel per compiere il suo dovere: piazzare un rompi ghiaccio sul cranio di un uomo e ucciderlo freddamente in un solo colpo.

Nello stesso periodo Tengo, un aspirante scrittore privo d’ispirazione e di ambizione, viene incaricato di riscrivere il romanzo di una giovane ragazza di nome Fukada Eriko, “La crisalide d’aria”, storia di un mondo parallelo immaginario in cui i fili dell’umanità sono tirati dai Little People, piccoli esseri che la notte escono dal corpo degli uomini per costruire la crisalide d’aria. Ciò di cui Tengo si accorge, è che questa storia ha una forte e inquietante componente autobiografica, che man mano riporterà alla luce frammenti di vita che riguardano lui e persino Aomame, e addirittura vede entrambi coinvolti in un intrigo pericoloso.

Aomame, intanto, vede in cielo una seconda luna, e si convince di essere proprio in un’altra realtà che battezzerà 1Q84, per distinguerla dall’altra. Pensa di essere l’unica in grado di sorpassare la barriera che divide i due mondi, ma capisce anche che questo divisorio invisibile è vicino a infrangersi.

I binari di Tengo e Aomame scorreranno paralleli fino al gran finale, quando (quasi) tutti i pezzi del puzzle troveranno il loro posto nel disegno della storia.


 

Haruki Murakami scrive storie che scivolano in mondi onirici e surreali, lentamente, girando in tondo, poi riprendendo il percorso, tornando indietro e riprendendo ancora una volta. Lui ti chiede solo di seguirlo, e di non fargli troppe domande, di non aspettarti risposte che non vuole darti, ma solo di lasciarti trasportare, di assaporare il piacere di quegli avvenimenti piccoli e grandi che formano la vita fisica e spirituale dell’uomo, i dolori e i piaceri dell’essere umano.

Secondo me è principalmente una storia d’amore che attraversa il tempo e lo spazio. Un amore infantile mai dimenticato. Parla di due anime che si cercano e che non hanno mai smesso di amarsi.

Il mondo parallelo che Murakami crea, è stato generato dagli stessi protagonisti per potersi incontrare. È un mondo fatto di desideri, speranze e fantasie, in cui loro sono rimasti bambini. Un mondo che si sovrappone, e oppone, all’altro pieno di sofferenze e paure, dove il destino li ha separati.


 

"La narrativa non deve risolvere dei problemi. Quello che può fare, è soltanto parafrasare una dopo l'altra le nostre difficoltà. Nel dislivello creato dalla parafrasi (o forse nel dislivello e nel dislivello di secondo grado provocato dal dislivello...) noi possiamo cogliere qualcosa che ci suggerisce una soluzione. O che ci suggerisce al contrario che fin dall'inizio la soluzione non esiste".


 

Murakami costruisce mondi fantastici, suggestivi e incantati, con una bravura che hanno veramente in pochi. La scrittura ti avvolge in una spirale sin dall’inizio, tenendoti sulle spine per l’intera storia. Una volta entrati in uno dei suoi mondi, è impossibile uscirne. E neanche si desidera farlo, i suoi libri più durano meglio è, perchè, oltre a essere lunghi, vanno assaporati lentamente, è questo che richiede la sua scrittura: lentezza e riflessione.

Immaginatevi in viaggio su una minuscola barca che scivola su un fiume calmo, donandovi tutto il tempo necessario per osservare ogni dettaglio della riva.

Le sue storie non vanno colte razionalmente, come dice lui stesso in un’intervista: “che il romanzo sia ‘una pacchia’ per il lettore, e tanto basta. Non è qualcosa che si deve capire razionalmente, ma sentire con le papille gustative”. E lui lo scrive così, come un sogno a occhi aperti.

Abbandonare le sue storie è sempre immensamente difficile. E provoca anche una gran nostalgia, perché nei suoi libri ci s’immerge con tutte le scarpe, ci si abita, nutrendosi dei sentimenti più vari, come se fossimo partiti per un lungo viaggio fuori e dentro di noi. E poi non se ne può più fare a meno.

Murakami è questo: un esploratore di anime, alla continua ricerca di un significato, di un senso delle nostre esistenze.


La lunga storia di Aomame e Tengo è strutturata in tre libri, i primi due (aprile-settembre) racchiusi nello stesso volume, il terzo (settembre-dicembre) uscito poco dopo, è la conclusione.


Quanto dovrò attendere ora, per avere tra le mani un altro di questi magnifici sogni?


"Le cose sono diverse da come appaiono..." Aomame si ripetè queste parole nella mente. Poi corrugò leggermente le sopracciglia.

"E questo cosa vorrebbe dire?"

L'autista rispose scegliendo accuratamente le parole:

"Allora, detto in altri termini, lei sta per fare una cosa che non è usuale. Non è vero? Scendere in una scala d'emergenza in pieno giorno, non è un'azione che le persone farebbero normalmente. E tantomeno una donna"

"No, forse no" disse Aomame.

"QUindi, una volta fatta una cosa del genere, è possibile che il suo paesaggio quotidiano le appaia, come dire, un po' diverso. Anch'io ho avuto un'esperienza simile. Ma non si lasci ingannare dalle apparenze. La realtà è sempre una sola".




L'incipit:

Nel taxi la radio trasmetteva un programma di musica classica in Fm. Il brano era Sinfonietta di Janáček. Non esattamente la musica più adatta da sentire in un taxi bloccato nel traffico. E del resto nemmeno l’autista sembrava ascoltarla con troppa attenzione. L’uomo, di mezza età, era impegnato a guardare in silenzio la fila interminabile di auto che aveva davanti, come un pescatore provetto che, ritto a prua, scruta un minaccioso gorgo di correnti. Aomame, sprofondata nel sedile posteriore, gli occhi leggermente socchiusi, ascoltava la musica.

Quante persone ci saranno al mondo che, sentendo l’attacco della Sinfonietta di Janáček, possono dire con sicurezza che si tratta proprio della Sinfonietta di Janáček? La risposta potrebbe variare tra “pochissimi” e “quasi nessuno”. Eppure, per qualche ragione, Aomame era in grado di riconoscerla.




Adattamenti cinematografici: no




Se ti è piaciuto 1Q84 ti consiglio:


- Norwegian wood (H. Murakami, 1987; Einaudi, 1993)

- Dance, dance, dance (H. Murakami, 1988; Einaudi, 1998)

- Kafka sulla spiaggia (H. Murakami, 2002; Einaudi, 2008)

- L'uccello che girava le viti del mondo (H. Murakami 1994-1995; Einaudi, 2007) 



 


Categories: - Maggio 2013

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