"Oltre la superficie della pagina s'entrava in un mondo in cui la vita era pił vita che di qua"

Italo Calvino

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Soffocare (C. Palahniuk, 2001)

Posted by info.ilariapasqua on May 19, 2013 at 11:15 AM

“Sano di mente o pazzo; stinco di santo o sessodipendente; eroe o vittima; buono o cattivo?"

              


“Se stai per metterti a leggere, evita.

Tra un paio di pagine vorrai essere da un’altra parte. Perciò lascia perdere. Vattene. Sparisci, finché sei ancora intero.

Salvati.

Ci sarà pure qualcosa di meglio alla TV”

 


Un inizio spiazzante. Chuck Palahniuk è così, uno scrittore spiazzante.


Queste prime righe, oltre a lasciarci un po’ disorientati, ci introducono nel mondo del protagonista, Victor Mancini, un uomo pieno di problemi,  un tizio “che mai al mondo vorresti conoscere”.

Figlio di una madre sbandata, ladra e tossicodipendente, e di un padre eco terrorista assente, Victor è un ex studente di medicina fallito, sesso dipendente, infelice e "Victorcentrico".

Oltre a lavorare come comparsa in un museo vivente per turisti, un villaggio di Padri Pellegrini del 1734, ha inventato uno stratagemma ‘sicuro’ per ‘guadagnare’ soldi: ogni sera si presenta con un suo amico, Denny, a un ristorante diverso, e nel bel mezzo della cena finge di soffocare. Ogni volta qualcuno si lancia a salvarlo e ogni volta il malcapitato finisce per uscirne trasformato, e di questo è grato a Victor. A ogni anniversario dell’avvenimento, il salvatore finisce per inviare a quello che quasi è diventato un figlio, un assegno di gratitudine, che poi Victor usa perlopiù per pagare il conto salatissimo della clinica dove la madre è ricoverata. 

 

Victor è un cinico, menefreghista che vuole essere buono. Fa finta di soffocare per guadagnare dei soldi, certamente, ma non è tutto lì, lui crea degli “eroi”, per dare un senso alla vita degli altri e alla propria, per essere utile, per essere amato, per salvare se stesso.

Tenta di curare la sua dipendenza, ma la verità è che il sesso gli serve, perché solo in quel momento si sente veramente libero. La realtà per Victor è, infatti, un complesso e folle puzzle, qualcosa di cui tutti noi abbiamo bisogno, di cui dobbiamo necessariamente far parte, anche se non sappiamo come. E Victor si chiede, mentre racconta la sua storia sotto forma di diario, se sia meglio essere un’inutile pedina della realtà, facendosi sballottare dal destino, o se scegliere di crearsi una realtà propria, per poterla controllare, per poter tentare, almeno, di controllarla. La dipendenza è un modo per evadere da questa realtà non voluta, che sembra più folle di qualsiasi pseudo realtà inventata.


 

"A questo punto dovrei dirle la verità. Ovvero che io quelli che hanno una dipendenza li ammiro. In un mondo in cui tutti quanti non fanno altro che aspettare ciecamente questa o quella catastrofe, questa o quella malattia fulminante, chi ha una dipendenza perlomeno sa a grandi linee cosa l'aspetta dietro l'angolo. Ha assunto una parvenza di controllo sul suo destino, e la dipendenza fa sì che per questa persona il modo in cui morirà non sia un mistero.

In un certo senso avere una dipendenza è sinonimo di intraprendenza"



Ripercorrendo l’infanzia, le sofferenze di una vita, e le dipendenze delle persone che affollano le strade della città, perché ognuno a una dipendenza, Palahniuk, attraverso Victor, ci getta in faccia in modo forte, dissacratorio, l'immagine di una società, di una realtà che trasuda disagio e follia. Senza mezzi termini, senza nessun velo. Ed è questo il tipico stile di Palahniuk: crudo, tagliente e disturbante. Con grande libertà, e classe, salta da episodi presenti a flashback, cambiando argomento anche tra una riga e l’altra. Non è semplicissimo da seguire, ma allo stile e ai piccoli salti ci si abitua facilmente.

Sicuramente è uno scrittore particolare e bizzarro, piuttosto unico, che si può amare o odiare. Geniale, ai limiti del grottesco.


"Possiamo passare la vita a farci dire dal mondo cosa siamo. Sani di mente o pazzi. Stinchi di santo o sessodipendenti. Eroi o vittime. A lasciare che la storia ci spieghi se siamo buoni o cattivi. A lasciare che sia il passato a decidere il nostro futuro.

Oppure possiamo scegliere da noi.

E forse inventare qualcosa di meglio è proprio il nostro compito"



L'incipit:

Se stai per metterti a leggere, evita.

Tra un paio di pagine vorrai essere da un'altra parte. Perciò lascia perdere. Vattene. Sparisci, finchè sei ancora intero.

Salvati.

Ci sarà pure qualcosa di meglio alla tv. Oppure, se proprio hai del tempo da buttare, che so, potresti iscriverti a un corso serale. Diventare dottore. Così magari riesci a tirare su due soldi. Ti regali una cena fuori. Ti tingi i capelli.

Tanto, ringiovanire non ringiovanisci.

Quello che succede qui all'inizio ti farà incazzare. E poi sarà sempre peggio...




Adattamenti cinematografici:

- Choke (C. Gregg, Usa, 2008)



Trailer italiano:


 


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Trailer originale:


 


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Se ti è piaciuto Soffocare ti consiglio:


- Fight Club (C. Palahniuk, 1996; Mondadori, 2003)

- Survivor (C. Palahniuk, 1999; Mondadori, 1999)

- Invisible Monster (C. Palahniuk, 1999; Mondadori, 2000)

- Ninna nanna - Lullaby (C. Palahniuk, 2002; Mondadori, 2003)

- Cavie - Haunted (C. Palahniuk, 2005; Mondadori, 2005)




 


Categories: - Maggio 2013

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