"Oltre la superficie della pagina s'entrava in un mondo in cui la vita era pił vita che di qua"

Italo Calvino

Ilaria Pasqua - Writer and more...

Click here to edit subtitle

Il mio Blog Post New Entry

Interviste: Cristina Katia Panepinto

Posted by info.ilariapasqua on September 23, 2015 at 2:45 AM
Intervista a Cristina Katia Panepinto, autrice de "Il Fioraio di Monteriggioni"

                                

Parlaci un po’ di te.

Parlare di me, significa prima di tutto raccontare dei luoghi in cui ho vissuto. Sono nata a Milano, una città che ai miei tempi, negli anni '80, era un posto ricco di stimoli. Gran parte del mio modo di affrontare le cose, lo devo alle esperienze di allora: al quartiere dove ho abitato, al mitico liceo Manzoni, ai cinema d'essai e alle serate sui Navigli. Sinceramente pensavo che sarei vissuta lì per sempre, invece a 24 anni, appena laureata, sono andata a Berlino e me ne sono innamorata. In pieno fermento post-muro, ho imparato a cavarmela da sola e soprattutto a confrontarmi in maniera non superficiale con culture diverse dalla mia, grazie anche all'insegnamento dell'italiano per stranieri, una professione appagante e ricca di soddisfazioni.

Gli amori però a volte finiscono per lasciare spazio a nuovi amori, così, dopo 12 anni, mi sono trasferita a Firenze. Anche il mio “periodo toscano” è stato ricco di eventi che, in vario modo, mi hanno resa ancora più flessibile e forse per questo non mi sono preoccupata quando, dopo 10 anni, mio marito mi ha proposto di trasferirci per lavoro a Lecce, la sua città natale. Qui abito attualmente, vicina al mio adorato mare, ma non ho il coraggio di definirla l'ultima tappa, visto che volevo essere una quercia dalle possenti radici e invece il destino ha fatto di me un uccello migratore.


Come è nata la passione per la scrittura?

Sono sempre stata una lettrice molto attiva e in passato ho giocato spesso con l'idea di inventare io stessa gli splendidi mondi in cui mi immergevo. Il coraggio di avventurarmi in questo campo mi è venuto però solo tre anni fa, quando ho saputo che ci saremmo trasferiti al Sud. A quel punto mi sono detta: perché non proviamo a inventare una storia che fermi nel tempo il mio amore per Firenze? Così è nata la mia prima esperienza di scrittura, che ha portato alla creazione del Fioraio di Monteriggioni.


Qual è il tuo genere letterario preferito come lettore e come scrittore?

Come ho detto, a me piace leggere di tutto. Certo, messa davanti ad una scelta, direi che ho un particolare amore per i classici, che oltre a grandi emozioni sanno regalare preziosi esempi di scrittura. Mi piacciono in particolare i grandi romanzi dell'800 e tutta la narrativa del secondo dopoguerra. A seguire vengono i gialli, i thriller e i noir ed è per questo che ho deciso di raccontare una storia poliziesca.


Solitamente ti immedesimi nei tuoi personaggi?

E' inevitabile immedesimarsi nei personaggi, perché solo così le loro emozioni diventano credibili agli occhi dei lettori. In questo senso, scrivere può definirsi un'operazione leggermente schizofrenica, che permette di diventare altro da te stesso e ti aiuta a capire come un'identica realtà risulti molto diversa a seconda degli occhi che la guardano. Nel Fioraio di Monteriggioni non c'è comunque un personaggio con cui io mi sia identificata. L'ho fatto consapevolmente, perché tutta la vicenda è molto distante dal mio quotidiano.


Com’è nata l’idea del tuo romanzo?

E' nata quasi per gioco. Volevo inventare una storia che contenesse i luoghi e le persone con cui avevo avuto a che fare negli ultimi 10 anni. Una mattina, mentre percorrevo la strada a piedi per andare al lavoro, il mio PM Amedeo Cantini ha ritrovato il cadavere di una ragazza dentro un cassonetto. Da quel momento ho iniziato a farmi un sacco di domande e un po' alla volta mi è comparso un piccolo universo, che aveva i volti e i colori della vita trascorsa a Firenze.


Raccontaci qualche curiosità.

Forse la cosa più curiosa in assoluto, è che non sono mai stata a Monteriggioni. In effetti non era necessario, perché nel libro questo bellissimo borgo medioevale dell'entroterra senese vive solo di riferimenti, mentre la storia vera e propria si svolge quasi tutta a Firenze. Monteriggioni l'ho scelta sostanzialmente perché la famiglia Aldori, protagonista del romanzo, produce vini prestigiosi e niente supera in panorama e sapori, l'incanto delle colline della Valdelsa. Ho comunque in programma un viaggio in quei luoghi, per rendere il mio tributo di riconoscenza.


Hai qualche altro libro in lavorazione?

La promozione del Fioraio di Monteriggioni mi ha tenuta fino ad oggi molto impegnata e mi ha impedito di concentrarmi su altre storie. Non avendo nessuna esperienza in questo campo, ho dovuto familiarizzare con meccanismi che magari per altri autori sono all'ordine del giorno. Ora però va meglio e nella mente ho un po' più spazio per cominciare a ragionare su un nuovo giallo.


Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Dal punto di vista professionale, l'aspirazione più grande è quella di arrivare a scrivere storie che piacciano ad un vasto pubblico. Vorrei fare della scrittura il mio lavoro. So che è un'impresa ardua, ma i sogni nascono apposta per essere realizzati.


Cosa significa per te scrivere?

Scrivere per me è duro lavoro, perché ho sempre la sensazione che le parole non riescano mai ad esprimere adeguatamente ciò che si muove nella mia testa. E' un continuo combattimento in cui si alternano frustrazione e appagamento, ma che in ogni caso mi fa sentire molto vitale.


La citazione preferita tratta dai tuoi libri?

«Quando il mondo va in pezzi, lo si ricompone secondo una logica che raramente viene compresa dagli altri, ma che permette di sopravvivere e di riformulare al meglio il presente.» Questo è quello che accade a tutti i miei personaggi. Il passato ha procurato loro dei traumi profondi, che ciascuno cerca di elaborare in maniera differente, spesso però con esiti distruttivi per gli altri e per se stessi.


Ti andrebbe di dare qualche consiglio agli aspiranti scrittori?

Non prendete in considerazione editori a pagamento che stampano senza alcuna garanzia di pubblicità o distribuzione nelle librerie. Non lasciate che il desiderio di vedere il vostro romanzo pubblicato, arricchisca le tasche di gente che non farà nulla per voi. Quando leggo quello che l'editoria a pagamento combina, mi dispiaccio molto. Poi, ognuno è libero di spendere i propri soldi come crede, ma è bene sapere che qualsiasi servizio di self-publishing è in grado di dare più visibilità di certi specchietti per allodole. Grazie per questa intervista.


 

Biografia:

Nata a Milano nel 1967, si è laureata in Lettere Moderne con tesi in Storia del Teatro. A 24 anni si è trasferita a Berlino, dove ha insegnato italiano per stranieri. Ha poi continuato l'esperienza dell'insegnamento a Firenze. Attualmente vive a Lecce, dove ha cominciato a dedicarsi alla scrittura. “Il Fioraio di Monteriggioni” è il suo romanzo d'esordio.

Pagina Facebook

Segnalazione de Il Fioraio di Monteriggioni

 


Categories: - Settembre 2015

Post a Comment

Oops!

Oops, you forgot something.

Oops!

The words you entered did not match the given text. Please try again.

Already a member? Sign In

0 Comments