"Oltre la superficie della pagina s'entrava in un mondo in cui la vita era pił vita che di qua"

Italo Calvino

Ilaria Pasqua - Writer and more...

Click here to edit subtitle

Il mio Blog Post New Entry

Blade Runner 2049 (D. Villeneuve, Usa 2017)

Posted by info.ilariapasqua on October 12, 2017 at 2:00 PM

                                                          
                                                    


Blade Runner 2049. Se ne è parlato tanto e tanto altro se ne dirà. 

La domanda delle domande, quella a cui è meglio dare una risposta subito, tanto per toglierci dal primo impiccio è: ti è piaciuto? Oh sì che mi è piaciuto.

Spezzo un'enorme lancia a suo favore. Non era facile venire dopo il voisapetebenecosa, ed è inutile dirlo.

Non era per nulla facile e ne è uscito, a mio parere, più che a testa alta, grazie sicuramente al grande lavoro di uno che di fantascienza per fortuna ne sa, Mr. Villeneuve.

E c'è un'altra piccola premessa che mi preme fare. Perchè è sempre necessario paragonare, dare una risposta alla domanda "qual è il migliore"? Sì, è un sequel, e i sequel soffrono sempre la loro natura di sequel, in alcuni casi a torto, in altri a ragione. Sicuramente Blader Runner 2049 prende spunto dal materiale originario, lo omaggia, lo amplia spingendolo un pochino più avanti (e per evitare spoiler non dirò altro), cerca di camminare sulle sue gambe senza alzare troppo la testa, perchè si sa, meglio non svegliar il can che dorme. Ma il cane si è svegliato comunque, come è inevitabile che succeda quando si parla di un materiale, cinematografico e letterario, che è entrato nell'immaginario, lasciando un segno profondissimo. C'è perciò chi abbaia da giorni scagliandosi contro questo film, chi lo osanna. 

Io sono nel mezzo. Non osanno, perché ammetto che i suoi difetti ce li ha - qualche indugenza di troppo nella trama, personaggio di Wallace poco valorizzato ancora, qualche piccolo vuoto che poco si nota, l'amore con un personaggio virtuale, già sviscerato fin troppo bene in Her, e qui comunque perfetto per delineare il personaggio di K. -, ma nemmeno scredito. Me lo sono disperatamente goduto. 

      


Questo è uno di quei film che andrebbe visto qualche volta in più. Perchè se l'immersione è istantanea, le scene familiari, in un certo senso, il resto non lo è. La trama è semplice e scorre seguendo le vicende del replicante K., il suo viaggio interno ed esterno verso la consapevolezza, il desiderio di conoscere e conoscersi, di essere più di un replicante schiavo e con l'unico compito di "raccogliere la merda" degli uomini.  

Una delle cose più riuscite è sicuramente questo personaggio dal viso serio che nasconde un mondo sommerso, uno specchio increspato all'improvviso da piccole onde, da graffi sulla superficie compatta che fanno emergere pian piano una cupa e dirompente disperazione. Un bel personaggio, ragazzi, a me ha commosso.

      


Meravigliosa è l'ambientazione, ogni fotogramma è un quadro che andrebbe appeso al muro, uno spettacolo visivo senza eguali, grazie anche a una fotografia strabiliante. Una desolazione in cui è facile perdersi, sottolineata non solo dalle immagini costruite con attenzione e cura maniacale, ma anche da una colonna sonora precisa e mai invadente, sullo stile del nostro vecchio Blade Runner.

Vecchi e nuovi personaggi si integrano e riescono a portare avanti una trama anche qui vecchia e nuova, non troppo spinta ma vitale, con delle prospettive future, se ci sarà un futuro. Mi potrei dilungare su tutte le immagini che mi sono rimaste in testa, su alcuni dialoghi folgoranti, su alcuni sguardi che lasciano il segno, sulle mille citazioni, richiami e quanto altro, sull'illusione, sulle speranze perdute e ritrovate, sulla malinconia che trasmette, sulla neve che cade quando resta tanto e nulla allo stesso tempo, e sulle scene splendide come quella dell'hotel/piano bar tra le rovine post-apocalittiche di Las Vegas, ma mi limito a dire che dovete provare a dargli una possibilità.

A mente sgombra, senza fantasmi del passato sulle spalle a fare il verso. Perché per me questo film non solo è bello, non solo è riuscito, ma autonomo, palpitante, con una sua precisa identità. 



Categories: None

Post a Comment

Oops!

Oops, you forgot something.

Oops!

The words you entered did not match the given text. Please try again.

Already a member? Sign In

0 Comments